Mazzi funebri a Bologna

Il mazzo funebre è una composizione verticale: i fiori e il verde salgono a ventaglio da una base che li tiene uniti, rifinita con un fiocco, e l’insieme sta in piedi da solo su un tavolo o accanto al feretro. Non ha l’anello e il cavalletto di una corona funebre, quindi occupa poco e si sposta con facilità. In questa pagina trova tutti i mazzi che componiamo.
I fiori che ricorrono nei nostri mazzi sono gigli, gerbere, rose, garofani e gipsofila, ognuno con un compito preciso nella composizione: il giglio dà altezza e volume, la gerbera porta il fiore tondo che si legge anche da lontano, la gipsofila riempie gli spazi vuoti fra i fiori grandi e il verde disegna il contorno.
Se il mazzo contiene gigli, arriva con una parte dei boccioli ancora chiusi: si aprono nei giorni successivi, quindi la composizione cambia aspetto dopo la consegna e resta bella più a lungo. Prima di consegnare togliamo le antere, i filamenti carichi di polline al centro del fiore, perché quel polline macchia i tessuti e le mani di chi sistema la composizione.
Il fiocco alla base riprende il tono dei fiori, sobrio nei mazzi bianchi e più marcato in quelli colorati. La dedica si aggiunge alla fine, sul nastro, dopo aver riletto il testo che ci è stato indicato.
Come arriva e dove viene collocato
Quando la consegna è a casa della famiglia, il mazzo passa di mano: lo consegniamo a chi apre la porta, non lo lasciamo appoggiato sullo zerbino o davanti a un portone. Se in quel momento non c’è nessuno, concordiamo un altro orario invece di lasciarlo fuori.

In una sala del commiato o in una agenzia funebre il mazzo si colloca su un tavolo laterale oppure a terra accanto al feretro, dove non ostruisce il passaggio delle persone che entrano e si fermano davanti alla bara. È il punto in cui un mazzo funziona meglio di una composizione alta.
Al cimitero lo portiamo dove ci indica la famiglia: davanti alla lapide, accanto al loculo o nella cappella. Se il posto è già occupato da altri omaggi, lo sistemiamo in modo che nessuno resti coperto.
Come far durare un mazzo più a lungo
Il primo fattore è la posizione. Un mazzo tenuto in una stanza fresca e lontano dalla luce diretta dura sensibilmente più di uno lasciato accanto a una finestra al sole o sopra un radiatore: il calore accelera l’apertura dei fiori e li fa passare in poche ore.
Il secondo è meno intuitivo: la frutta matura nella stessa stanza fa invecchiare i fiori più in fretta, perché libera etilene, lo stesso gas che porta a maturazione la frutta stessa. Basta tenere le due cose in ambienti separati.
Il terzo è la manutenzione. Se il mazzo è sistemato in un vaso conviene cambiare l’acqua ogni due giorni e accorciare i gambi di un paio di centimetri con un taglio obliquo, così la superficie che assorbe resta pulita. Togliere i fiori che si sono già aperti del tutto aiuta gli altri a durare, perché la composizione smette di spendere energie su quelli.