In Italia la scelta dei fiori per un funerale segue abitudini abbastanza precise, che cambiano poco da una regione all’altra. Conoscerle aiuta a decidere in fretta senza il timore di sbagliare: qui trova che cosa si porta di solito, che cosa significa e come orientarsi in base al legame con la persona scomparsa.
Il crisantemo, il fiore del ricordo
Il crisantemo è il fiore che in Italia si associa alla commemorazione dei defunti, e per questo non compare mai in un mazzo di auguri. Fiorisce in autunno, resiste al freddo e regge diversi giorni anche all’aperto: è la ragione pratica per cui costituisce la base di molte corone destinate al cimitero.
Esiste in moltissime varietà, dai capolini grandi e compatti a quelli piccoli e ramificati. Nelle composizioni sobrie si usa in tinta unita, bianco o giallo pallido; in quelle più articolate si alterna con altri fiori per dare volume senza appesantire l’insieme.
Gigli, rose e garofani
Il giglio bianco ha un tono solenne e un profumo intenso, e si riconosce da lontano: è la scelta consueta quando la cerimonia si svolge in chiesa e la composizione deve leggersi da tutta la navata.
La rosa parla di un legame personale. Le bianche esprimono rispetto e vanno bene in qualunque situazione; le rosse si riservano di solito ai legami più stretti, il coniuge o i figli; le rosa e le color pesca hanno un tono più affettuoso e meno austero.
Il garofano è molto duraturo e regge bene il trasporto e il caldo. Per questo compare in gran parte delle composizioni funebri, spesso come riempimento fra i fiori più grandi, con un risultato ordinato e discreto.
Gerbere, orchidee e fiori di stagione
La gerbera porta colore. Viene scelta quando la famiglia preferisce un tono meno severo, e in particolare per una persona giovane: una composizione di gerbere gialle, arancioni o fucsia racconta qualcosa di diverso da una corona di crisantemi bianchi.
Orchidee e anthurium hanno linee più contemporanee e una presenza scenica che riempie la composizione con pochi fiori. Sono anche le varietà con il costo di mercato più alto, e alcune arrivano soltanto in certi mesi dell’anno.
Poi ci sono i fiori di stagione, che cambiano nel corso dell’anno. Sono spesso la scelta più sensata: arrivano al mercato freschi lo stesso giorno e reggono meglio proprio perché è il loro periodo.
Il colore conta più del fiore
Il bianco funziona sempre. È il tono che nessuno può leggere come fuori luogo, e per questo resta la scelta più sicura quando non si conosce bene la famiglia o l’orientamento della cerimonia.
I toni pastello, il rosa chiaro e il pesca, addolciscono senza uscire dal registro. I colori caldi e vivaci hanno senso quando la persona amava il colore o era giovane, e in genere sono la famiglia stessa o gli amici più vicini a proporli.
Qualunque sia il colore, la dedica sul nastro fa il resto: è quella che dice chi sta salutando, e viene letta sempre.
Come scegliere in pratica
Due domande bastano quasi sempre. Dove si svolge la cerimonia, perché lo spazio disponibile cambia la forma adatta. E da parte di chi arriva l’omaggio, perché una firma collettiva ha bisogno di più visibilità di una personale.
La corona su cavalletto resta in piedi all’altezza dello sguardo e si legge da lontano: è la forma consueta per un gruppo di colleghi o un’associazione. Il cuscino sta vicino al feretro e funziona nella camera ardente. Il mazzo è la scelta di chi porta un saluto personale. Il cesto sta in piedi da solo, senza treppiede, e per questo entra bene negli spazi piccoli. Trova tutte le forme, con i fiori disponibili in questo periodo, fra le nostre composizioni funebri.
